Giovani e Social: sembrano persi, ma stanno cercando.

Giovani e Social: sembrano persi, ma stanno cercando.

Sono stato ospitato presso la sala oratoriale di Verate Brianza, per un evento che ha visto coinvolti più di 50 adolescenti in cui abbiamo toccale le tematiche più "scottanti" legate al mondo dei social.

E anche se da fuori potesse sembrare che stessimo seminando nel deserto, in realtà .... 

Abbiamo un opinione comune sul tema?

Anche quando parliamo di giovani e adolescenti, il tema comune è sempre lo stesso: "i nostri giovani sono totalmente persi in questo mondo fatto di schermi e contenuti rapidi".

E sotto un certo punto di vista è proprio così; come spesso tocchiamo all'interno dei nostri incontri e delle nostre formazioni, ci sono processi, metodi e meccanismi consolidati, comprovati e raffinati in anni di lavoro, per cui i social ci spingono a consumare contenuti sempre più rapidi e "spappola cervello".

Da lì, reel dopo reel, TikTok dopo TikTok, passiamo ore anziché manciate di minuti a guardare... non sappiamo bene cosa.

Basta passare qualche manciata di minuti sui mezzi pubblici, in coda alla cassa, al semaforo... che subito notiamo quanto l'istinto di molti sia quello di anestetizzare un momento apparentemente vuoto con qualcosa di apparentemente pieno (i social).

E comunque, un fondo di verità c'è, indubbiamente.

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Ma l'idea di un esercito di zombie è decisamente estremo, anche se facile.

Ma durante questo piacevole incontro, ho scoperto che sotto la scorza apparente e immutabile che i nostri giovani spesso hanno, c'è comunque tanta umanità e voglia di connessione sociale "vera".
Certo, il richiamo automatico che si è instaurato negli anni (soprattutto della loro giovinezza) è forte, è automatico, è difficile da "sfondare", ma una volta aperta una piccola breccia, un po di luce entra ed esce.

Si, perché non dobbiamo dimenticarci che anche i giovani, per quanto acerbi possano essere, sono comunque persone come noi, con un anima, una coscienza e delle considerazioni più o meno ovvie, tanto quanto le nostre.

E quando capiscono che possono trovare un contatto, un linguaggio, una comunicazione con noi, escono dei discorsi molto interessanti e profondi.

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I social non hanno cancellato questa presenza, l'hanno sommersa

Ed è qui la piacevole scoperta che tutti noi adulti dovremmo rifare. Sotto alla coltre di cenere sparsa da quest'eruzione vulcanica (intesa come uso smodato dei contenuti online,soprattutto quelli rapidi) c'è ancora quella presenza e quel contatto umano che tutti noi adulti dovremmo avere con i più giovani.

E sicuramente una buona parte del problema è data dallo spessore di questo strato di cenere, ma in una buona parte anche dal fatto che noi adulti, spesso, la pala per cominciare a scavare ... non la prendiamo in mano più, giustificandoci con concetti tipo "cosa vuoi farci", "ormai è così", io in primis.

Vi lascio con una considerazione sul tema:

Siamo pronti ad affrontare quest'opera di manutenzione, o stiamo anche noi gettando la spugna?

Redazione

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