Pensiamo accada sempre agli altri. E Invece ....

Pensiamo accada sempre agli altri. E Invece ....

Ne sentiamo parlare tutti i giorni: "Ho ricevuto un messaggio strano", "Mi hanno chiesto dei soldi", "Pensavo fosse mia figlia, e invece ... ". Molto spesso lo vediamo in tv in brevi servizi, lo leggiamo sugli articoli di giornale o sulle notizie Online. Semrba sempre qualcosa di remoto, ma in realtà ... in qualunque momento potrebbe succedere a noi.

Noi ne abbiamo parlato incontrandovi

Siamo stati ospiti di "La Grande Casa", ad Abbiategrasso presso l'ex convento L'Annunciata, in un incontro di 2 ore in cui, assieme a tanti di voi, abbiamo parlato di questo tipo di problematica, con un linguaggio semplice, pratico e partendo proprio dalle vostre esperienze. Perché il vero punto di incontro, il vero vissuto, l'esperienza che portiamo DEVE partire proprio da quello che provate VOI nella vita di tutti i giorni.
E anche quando parliamo di truffe online, ciò che conta davvero non sono termini e tecnicismi articolati, ma il vissuto di tutti noi che quotidianamente ci troviamo a doverci confrontare con "il problema".

E lo sappiamo bene, una delle nostre prime frasi è stata proprio "perché la tecnologia oggi è ormai parte integrante della nostra vita. Di tutta la nostra vita.".
E credo che questo sia proprio un buon punto di partenza: capire che ormai non possiamo più farne a meno.

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L'importante è non andare nel panico

Per chi è poco avvezzo, per chi ha poca dimestichezza, molto spesso il primo vissuto è di panico, ansia, e non sapere che fare. Molti truffatori hanno proprio l'ansia e il panico come primo alleato. Ci confondono, insinuano in noi un senso di "Devi farlo subito", "ora", "immediatamente", altrimenti potresti ...

Ecco il primo campanello di allarme: l'urgenza.

Ogni adescatore, truffatore o chicchessia sa bene che questa è una chiave psicologica funzionale per non farci pensare, per non darci modo di dubitare di ciò che ci stanno facendo fare. Da lì una serie di azioni (da non fare mai): "dammi questa password", "passami il codice", "ti mando un sms, comunicamelo". O peggio ancora: "installa quest'app così posso gestire la situazione". Arrivati a questo punto, è INDISPENSABILE avere la mente lucida. Ricordiamo sempre:

Nessun operatore reale o concreto dovrebbe mai chiederci dati di accesso importanti o addirittura l'installazione di un'app (che serve ad avere il controllo remoto del nostro dispositivo).

Cosa fare allora?

Sicuramente, l'informazione è una delle prime fasi per poterci difendere concretamente. Da qui, i nostri incontri di sensibilizzazione hanno come obiettivo quello di darci un nuovo sguardo critico sulla situazione: coerente, concreto e di facile comprensione. In seconda battuta, non agire mai di impulso e, in casi di dubbio, panico o ansia, chiedere sempre aiuto a qualcuno di fiducia.

Controlla i nostri prossimi incontri

Redazione

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